POSIZIONI ESISTENZIALI

POSIZIONI ESISTENZIALI E OKNESS
con quale lente guardi il mondo?

Ti sei mai chiesto con quale “lente” guardi te stesso e le persone che ti circondano?
Nel mio percorso personale e professionale, mi capita spesso di osservare come ognuno di noi affronti le relazioni partendo da una specie di sintonizzazione di fondo, una disposizione interiore, invisibile ma che trascina con forza. In Analisi Transazionale questa sintonizzazione viene chiamata Okness (il sentirsi “OK”) ed è strettamente legata a quelle che definiamo posizioni esistenziali (o posizioni di vita).

L’OKness, rappresenta una maturità relazionale semplice da comprendere ma profonda: significa dire a se stessi “mi fido di me e mi fido dell’altro”.

Dietro a questa sintonizzazione ci sono le posizioni di vita teorizzate da Eric Berne, ovvero la postura psicologica con cui ciascuno di noi si affaccia al mondo; l’atteggiamento interno che ciascuno di noi assume verso se stesso e verso gli altri, influenzando direttamente il nostro modo di pensare, sentire, agire e rapportarsi. Sono veri e propri “schemi di base” attraverso cui interpretiamo la vita; mentre gli Stati dell’Io descrivono come pensiamo, sentiamo e agiamo in momenti specifici, le posizioni esistenziali ci parlano di come percepiamo noi stessi e gli altri in modo più profondo e strutturale. Ci aiutano a capire da quale punto di vista interno stiamo comunicando e agendo.

Ognuno di noi, sin dall’infanzia, sviluppa una protezione esistenziale,
cioè una convinzione profonda, spesso inconscia, su s
é stesso e sul valore degli altri.
Questa posizione interiore influenza tutto, pensieri, emozioni, relazioni e scelte.”

Per comprendere come questa disposizione interiore agisca nella quotidianità, è utile fare una distinzione interna al modello di riferimento, una distinzione in due livelli tra il concetto teorico e la sua applicazione pratica, due aspetti che spesso vengono confusi e che è importante non sovrapporre:

  • Le Posizioni Esistenziali sono il concetto teorico di base. Rappresentano la nostra postura psicologica profonda, le convinzioni fondamentali su di sé e sugli altri che il bambino assume fin dall’inizio del processo di formazione della propria storia di vita. Si muovono sulla combinazione dell’Io e del Tu (OK o Non OK).

  • L’OK Corral: la mappa grafica e dinamica. Ideato successivamente da Franklin H. Ernst Jr., prende le quattro posizioni e le inserisce in un diagramma a quadranti cartesiano. La sua forza sta nel mostrarci come ogni posizione generi un’azione sociale concreta (definita operazione) che l’individuo mette in atto nella vita adulta per giustificare e confermare le proprie convinzioni di base.

    COME NASCONO LE NOSTRE POSIZIONI?

La lente con cui guardiamo la realtà non è il frutto di una scelta consapevole presa dall’oggi al domani. Entrando nel mondo, il bambino si trova originariamente in una posizione di potenziale fiducia e interdipendenza con l’ambiente. Finché i suoi bisogni fondamentali sono soddisfatti, egli sperimenta una naturale tranquillità. Se invece i suoi bisogni vengono svalutati, per negligenza o per esperienze precoci negative, il bambino compie una scelta di sopravvivenza per dare senso a ciò che vive. Eric Berne teorizza che questo avvenga generalmente entro i primi sette anni di vita e comporti l’assunzione di una specifica posizione fondamentale man mano che il bambino sviluppa il linguaggio, interiorizza i comandi genitoriali e comprende la realtà sociale intorno a sé. Per Thomas Harris, nel suo fondamentale “Io sono OK, tu sei OK”, la decisione su quale atteggiamento fondamentale assumere si consolida ancora prima, entro la fine del secondo anno di vita o durante il terzo anno. Questa prima scelta non avviene attraverso le parole, ma si fonda sull’esperienza presimbolica e corporea delle carezze (ricevute o mancate) e sulle prime elaborazioni di causa-effetto che il bambino compie sui dati a sua disposizione.

Riguardo alla nascita di questa “prima lente”, Harris introduce un’importante distinzione teorica che differenzia il suo modello biologico da quello teorizzato prima di lui da Berne:

  • Se per Eric Berne il bambino nasce in una condizione naturale di armonia e fiducia (IO+/TU+) e sono le successive ferite a distorcerla,

  • Per Thomas Harris l’atteggiamento originario e universale di ogni essere umano è inevitabilmente “Io NON sono OK – Tu sei OK” (IO-/TU+).

Questa conclusione è la risposta logica alla condizione infantile. Da un lato c’è l’aspetto positivo del “TU sei OK“: il bambino riceve carezze, viene tenuto in braccio ed è accudito dagli adulti, senza i quali non potrebbe sopravvivere. Dall’altro c’è l’esperienza del “IO NON sono OK“: l’impatto con la nascita, la percezione della propria fragilità e un’inevitabile accumulazione di stati d’animo negativi legati al sentirsi piccoli e impotenti di fronte a “giganti” che sanno e possono tutto.

Portare alla luce queste impronte originarie ci offre una prospettiva densa di consapevolezza: scoprire di sentirsi ‘non OK’ smette di essere una colpa o un difetto di fabbrica, e diventa semplicemente una storia da comprendere. Quando scivoliamo nell’insicurezza o ci sentiamo inadeguati di fronte agli altri, non stiamo sbagliando qualcosa: stiamo semplicemente riattivando quella primissima memoria sensoriale e biologica, quella di un piccolo essere umano vulnerabile di fronte a un mondo enorme. Comprendere questa matrice ci può permettere di sollevarci dal senso di colpa e cambia completamente la direzione della nostra crescita. La posizione IO+/TU+ smette di essere un’innocenza perduta da rincorrere con ansia o un traguardo di perfezione inarrivabile. Diventa invece una conquista consapevole e responsabile dell’Adulto: la decisione matura di prendere per mano le nostre fragilità infantili, guardare la realtà presente per quella che è e scegliere, giorno dopo giorno, di dare valore a noi stessi e agli altri. Una volta adottata, la persona tenderà a costruire il resto del proprio percorso in modo coerente con essa, utilizzandola per far sì che il mondo appaia giustificare ciò che è stato deciso nell’infanzia. È quello che in psicologia assomiglia a una “profezia che si autoavvera”: senza rendercene conto, tendiamo a selezionare le relazioni e a interpretare i comportamenti altrui solo per raccogliere conferme a quella decisione originaria, dicendo a noi stessi: “Vedi? Avevo ragione io, il mondo funziona proprio così” (la posizione esistenziale è la base su cui poggia il “copione di vita”; Carlo Moiso e Michele Novellino hanno legato strettamente le posizioni alle dinamiche del copione e alla possibilità di riscriverlo attraverso il lavoro terapeutico, concetto che verrà trattato in uno spazio dedicato).

Per comprendere a fondo come funzioniamo e come si traducono in pratica queste posizioni, l’OK Corral mappa questi atteggiamenti su due assi: l’asse orizzontale rappresenta l’Io (IO- a sinistra, IO+ a destra) e l’asse verticale rappresenta il Tu (TU- in basso, TU+ in alto).

1. Alto a Sinistra:
“IO NON sono OK – TU sei OK” (Io-/Tu+)

  • Il comportamento: Passivo, sottomesso o incline a vittimizzarsi. È la posizione legata a vissuti di tipo depressivo. La persona si considera in svantaggio, inferiore o indegna d’amore, percependo gli altri come capaci e forti. Porta spesso a subire passivamente gli eventi della vita.

  • L’operazione relazionale: “Vado via da” (VVD) (Get-Away-From). Si manifesta attraverso il ritiro emotivo, l’evitamento, la sottomissione o la fuga fisica e psicologica dalle situazioni di confronto.

2. Alto a Destra:
“IO sono OK – TU sei OK” (Io+/Tu+)

  • Il comportamento: Assertivo. È la posizione sana, matura e funzionale cooperativa e ottimistica, che favorisce relazioni autentiche, responsabilità personale e rispetto reciproco, è tipica di un percorso “vincitore”. Il soggetto considera se stesso degno di amore e piacevole, e gli altri degni di fiducia. Integra accettazione di sé e degli altri.

  • L’operazione relazionale: “Vado avanti con” (VAC) (Get-On-With). Rappresenta il confronto reale, la risoluzione costruttiva dei problemi e l’apertura autentica.

3. Basso a Sinistra:
“IO NON sono OK – TU NON sei OK” (Io-/Tu-)

  • Il comportamento: Cinico, disperato o di totale rinuncia. Il bambino giunge alla conclusione che la vita è futile, che nessuno lo aiuterà perché nessuno è OK, a partire da se stesso. Nei casi clinici estremi, questa totale mancanza di punti di riferimento si associa a quadri di grave alienazione.

  • L’operazione relazionale: “Niente da fare con” (NDF) (Get-Nowhere-With). Rappresenta l’immobilità relazionale, lo spreco di tempo e l’incapacità sia di dare che di ricevere, cristallizzandosi sul tema del rifiuto reciproco.

4. Basso a Destra:
“IO sono OK – TU NON sei OK” (Io+/Tu-)

  • Il comportamento: Aggressivo, prevaricante o accusatorio. Spesso associata a un atteggiamento di tipo paranoide, questa posizione spinge la persona a sentirsi superiore e a svalutare gli altri. L’arroganza e il controllo sono in realtà una difesa per coprire una profonda e intollerabile sensazione di non essere OK. Può costituire la base di un percorso apparentemente vincente, ma basato su una continua lotta che rischia di logorare le relazioni nel tempo.

  • L’operazione relazionale: “Mi libero di” (MLD) (Get-Rid-Of). Si traduce nel colpevolizzare, scacciare o isolare l’altro per mantenere una fittizia posizione di superiorità.

Un punto essenziale da comprendere è che la nostra posizione esistenziale di base (quella scelta nell’infanzia) tende a rimanere costante nel tempo. Funziona come un magnete: selezioniamo e interpretiamo gli stimoli del mondo esterno proprio per dare ragione a quella decisione originaria e confermarla. Quelli che invece cambiano rapidamente nel corso della giornata, minuto per minuto, a seconda del contesto, delle relazioni o del livello di stress, sono i nostri stati emotivi transitori. L’OK Corral serve proprio a mappare questi movimenti quotidiani tra i vari quadranti. Ad esempio, una persona con una posizione di base depressiva (situata in alto a sinistra, Io-/Tu+) può spostarsi continuamente durante la giornata: può arrabbiarsi al mattino assumendo temporaneamente un’operazione Mi libero di in basso a destra (Io+/Tu-), piegarsi poco dopo alle richieste del capo (Vado via da) o rinunciare del tutto di fronte a un imprevisto dicendo che non c’è Niente da fare con (Io-/Tu-). La differenza sta nel fatto che, a fine giornata, questa persona tenderà a filtrare gli eventi vissuti per confermare la sua lente originaria, incassando il proprio tornaconto emotivo favorito (andando a dormire, ad esempio, con la familiare sensazione di non essere all’altezza).

LA SVOLTA REALISTICA: la “Quinta Posizione”

Spesso si pensa, erroneamente, che l’obiettivo della crescita personale sia raggiungere una sorta di stato perfetto, euforico e infantile in cui ci si sente costantemente e magicamente nella posizione Io+/Tu+. A questo proposito, la psicoterapeuta Fanita English ha introdotto una riflessione preziosa proponendo una distinzione fondamentale: la Io+/Tu+ (Adulto). Il senso di questa evoluzione è cruciale: lo scopo di un percorso personale non è il ritorno a un’idilliaca e ingenua sensazione primordiale. L’obiettivo è il raggiungimento di un senso realistico di OKness. Essere adulti sani e integrati non significa credere che “tutto vada sempre bene” o essere immuni dalle difficoltà e dagli errori. Significa essere pienamente consapevoli dei propri limiti e di quelli altrui, accettando la realtà per quella che è. Da questa posizione l’Adulto non reagisce in modo automatico secondo vecchi schemi, ma compie scelte libere, flessibili e sintonizzate sul presente.

UNA RIDECISIONE È POSSIBILE

Quando esploriamo questo modello, ci troviamo di fronte a due verità complementari. Se da un lato è vero che la posizione di base si struttura in modo rigido nel tempo per fare in modo che il mondo ci dia costantemente ragione, dall’altro non dobbiamo mai dimenticare un principio cardine: poiché la posizione esistenziale poggia su una decisione presa nell’infanzia, essa può essere cambiata. Nessuno è condannato a guardare il mondo attraverso le lenti distorte del passato. Quella scelta originaria è stata il miglior meccanismo di sopravvivenza possibile per il bambino di allora, ma l’Adulto di oggi possiede le risorse e la forza per modificarla. Attraverso la consapevolezza (Adulto funzionale) dei propri automatismi, relazioni sane e riparative, riflessione critica e rielaborazione delle esperienze, un percorso terapeutico o profonde esperienze trasformative, è possibile operare una vera e propria ridecisioneCambiare la propria posizione significa scegliere di guardarsi e guardare se stessi e l’altro con occhi nuovi. È uno dei fondamentali passi verso una vita più autonoma.

Possiamo dunque imparare a rimodulare le nostre risposte relazionali quotidiane e scegliere, nel qui e ora, di abitare una posizione esistenziale sana, reale e autenticamente OK.

Bibliografia
– Harris, A. T. ; Io sono Ok, Tu sei Ok, guida all’analisi transazionale come vivere al meglio il rapporto con gli altri; Elcograf; 2021
– Novellino, M. ; Dizionario didattico di analisi transazionale; Casa editrice Astrolabio, 2014.
– Riccardi, P. ; Risvegliare sé stessi;, in viaggio con l’analisi transazionale; 2026.
– Stewart, I. , Joines, V. ; L’analisi transazionale guida alla psicologia dei rapporti umani; Garzanti edizioni, 2021.
– Woollams, S.; Brown, M. Analisi Transazionale Psicoterapia della persona e delle relazioni. Cittadella editrice; 2003.

Grafica
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