ANALISI TRANSAZIONALE

CHE COS’È’?

Comincio con il dire che l’Analisi Transazionale è una corrente di pensiero fondata da Eric Berne, organizzata in:

  1. Un sistema di psicoterapia

  2. Una teoria della personalità

  3. Una teoria dell’azione sociale

È il modello che ha attratto i miei studi mentre muovevo i primi passi nella professione e che ha nel tempo contribuito a formare, nella sua componente psicodinamica, il mio pensiero critico e il mio approccio alla relazione interpersonale.
L’approccio psicodinamico (sviluppato in Italia da figure chiave come Michele Novellino e Carlo Moiso) si basa proprio sul recupero delle radici psicodinamiche di Berne e si centra su tre cardini:

  • Un modello teorico della relazione transferale

  • Una metodologia clinica

  • Una strategia di intervento

COME FUNZIONA:
i pilastri dell’approccio

Ma come funziona, in concreto, l’Analisi Transazionale? Alla base di questo orientamento c’è l’idea che la nostra personalità sia strutturata in tre parti distinte, chiamate Stati dell’Io, che si alternano dentro di noi e guidano il nostro modo di comunicare (le “transazioni“):

  • Stato dell’Io Genitore (G): La parte che valuta, protegge, stabilisce norme o conforta, riproducendo modelli esterni.

  • Stato dell’Io Adulto (A): È la nostra parte logica, obiettiva ed elaborativa. 

  • Stato dell’Io Bambino (B): È la sede principale della nostra parte emotiva.

Questo approccio si fonda su una filosofia profondamente ottimista ed etica, quella dell’OKNESS: “Io sono OK, Tu sei OK” (I’m OK, You’re OK); ogni persona, al di là dei suoi comportamenti disfunzionali o sofferenze attuali, possiede un valore intrinseco, una dignità e la capacità fondamentale di autodeterminarsi e cambiare la propria vita.

– ARRICCHIAMO LA NOSTRA CASSETTA DEGLI ATTREZZI –
I concetti chiave, nero su bianco. Mappe, schemi e appunti per approfondire la struttura e le dinamiche relazionali dell’Analisi Transazionale.

Uno spazio in continua evoluzione pensato per favorire l’autoconsapevolezza e l’autonomia nella vita di tutti i giorni. Questa sezione verrà arricchita nel tempo, un passo alla volta, per offrirti nuove risorse da esplorare.

LA MIA VISIONE

L’Analisi Transazionale, dunque, è l’orientamento psicoterapico che ho scelto di conoscere e seguire: come persona in primis e, in secondo luogo, come professionista. Il tutto rimanendo sempre aperto all’arricchimento dato dalle integrazioni di differenti correnti di pensiero e punti di vista esterni, in un continuo confronto di pensiero.

Per me è una forma di approccio esperienziale alla realtà che si snoda in una duplice accezione:

  • Il “moto al sentire”: atto al conoscersi e al viversi a 360° nella maniera più consapevole possibile, aprendo innumerevoli bivi alternativi nella quotidianità e nella crescita personale.

  • La “lente focalizzata”: atta a leggere come quello che si presenta nella relazione quotidiana possa essere agito nello stare con se stessi, con gli affetti, gli amici, gli assistiti e gli “altri”.

Gli “altri”… quegli stupendi tasselli sconosciuti che hanno il potere, spesso dato per scontato, anche solo per una “singola unità relazionale”, di smuovere la superficie della nostra esistenza arricchendoci nella reciprocità.
Non ho usato a caso il termine “unità relazionale”. Lo prendo rispettosamente in prestito da Berne, e credo sia il diretto incipit a quello che è l’Analisi Transazionale propriamente detta: l’analisi delle transazioni.

Una transazione è l’unità relazionale fra le parti, anche la più piccola. Forse, proprio in questa brevità si può leggere tutta la complessità dietro a un pensiero, considerando che anche lo scambio più infinitesimale è il punto di partenza su cui è possibile costruire il tutto.

L’Analisi Transazionale ,per come ho imparato a conoscerla, rappresenta un “contenitore” di pensiero che può arricchire la persona, una “cassetta degli attrezzi” da cui poter estrarre all’occorrenza qualcosa che possa sbrigliare un nodo, che possa aiutarci a gestire una situazione o, semplicemente, a guardare il mondo e le nostre relazioni con una chiarezza e una libertà tutte nuove.

L’obiettivo del percorso terapeutico non è cancellare nessuna di queste parti, ma fare in modo che “dialoghino” tra loro in modo sano, sotto la guida di un Adulto consapevole. Questo ci permette di acquisire la capacità di spostarci nel sentito, leggendo la voce percepita nel qui ed ora in maniera limpida, autentica e priva di vecchi automatismi.
Ed è proprio qui che si colloca il concetto berniano di guarigione, che coincide con la riconquista della propria autonomia (un Adulto autonomo). Il percorso punta a sbloccare e riscoprire tre capacità umane fondamentali: la consapevolezza di saper vivere appieno e intenzionalmente nel qui e ora; la spontaneità di esprimere liberamente le nostre opzioni d’azione ed emozioni autentiche; e l’intimità, ovvero la capacità di aprirci all’altro con sincera e limpida reciprocità, liberi da condizionamenti passati.